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Verso l’infinito e… Un cielo sempre più grigio

31 marzo 2017 - Attualità
Verso l’infinito e… Un cielo sempre più grigio

Nei primi mesi del 2017 è stato avvistato per la prima volta un sistema planetario di sette pianeti molto simili alla Terra, tre dei quali potrebbero avere le condizioni adatte per sviluppare e sostenere forme di vita sulla loro superficie. L’importanza di questa scoperta sta nel fatto che questi pianeti potrebbero forse essere idonei ad ospitare noi umani, in caso di un’improvvisa evacuazione dalla Terra. E da cosa dovremmo fuggire?
Fra i tanti problemi, uno particolarmente rilevante, specialmente negli ultimi anni, è sicuramente il cambiamento climatico, di cui ormai tutti hanno sentito parlare, ma al quale non tutti, ancora, credono. Ebbene, seppur questo fenomeno sia reale e abbastanza preoccupante per la maggior parte degli scienziati, una fra le persone più potenti e influenti sulla faccia della Terra, Donald Trump, lo nega fermamente. Più precisamente, il neopresidente sostiene che “sia una concezione inventata dai cinesi allo scopo di rendere non competitiva l’industria manifatturiera degli USA.” Pur non potendo contraddire Trump sull’esagerata competitività di certi paesi, la questione ambientale è troppo importante da poter essere sottovalutata.
I suoi primi ordini esecutivi dimostrano il contrario. Dopo una campagna elettorale in cui ha esplicitamente detto che non avrebbe avuto intenzione di attuare manovre per migliorare la condizione dell’ambiente (e non si parla solo di quello statunitense, bensì quello di tutto il mondo), Trump si è mantenuto fedele alle sue promesse: nei suoi primi mesi ha tolto il 29,6% di budget annuo all’Environmental Protection Agency, alla quale ha assegnato come capo Scott Pruitt.
Il celebre avvocato e ex-procuratore dell’Oklahoma si è sempre rivelato scettico nei confronti del cambiamento climatico (ritiene che le emissioni di CO2 non lo influenzino) ed è stato sempre contro le politiche ambientaliste dell’ex-presidente Obama. Pruitt si è però dichiarato incline a valutare la possibilità di fare più utilizzo di fonti di energia rinnovabili, a patto che si dimostrino convenienti per gli statunitensi.
Oltre a questa nomina, Trump aveva cominciato a riconsiderare l’adesione degli USA all’accordo di Parigi sul clima, che prevede la riduzione delle emissioni di gas serra e il ricorso a combustibili fossili. Il neopresidente e la sua amministrazione sembrano convinti nel voler sacrificare fondi destinati all’ambiente, all’istruzione e alla sanità per poter sostenere meglio la difesa e l’indipendenza economica degli USA, ma non è detta l’ultima parola. Infatti, l’1 febbraio è stato ufficializzato dal senato Rex Tillerson come nuovo Segretario di Stato, che si è rivelato di un’opinione molto diversa: si è esplicitamente dichiarato a favore dell’accordo di Parigi, sostenendo fermamente che debbano essere presi provvedimenti seri per il cambiamento climatico. Quindi, per ora, nella lotta contro i cambiamenti ambientali c’è la speranza di poter avere la potenza degli Stati Uniti dalla parte degli ambientalisti.
Tuttavia, poiché prevenire è meglio che curare, consiglierei a tutti gli scienziati di approfondire lo studio del nuovo sistema planetario e a tutti gli abitanti di Gaia di richiedere al più presto delle brochure delle Terre appena scoperte.

di Giulia Birardi