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Il cibo degli astronauti

31 marzo 2017 - Cucina
Il cibo degli astronauti

In questa immagine un selfie di Samantha Cristoforetti con il suo cibo “spaziale”.

Lo spazio, infinito e oscuro, sconfinato e misterioso. Sin dai suoi albori l’uomo si è meravigliato osservandolo e, nella lunga guerra per scoprirne i segreti, ha vinto alcune battaglie, studiandolo fino a distanze ritenute pura fantasia, fino ad arrivare a visitarlo. Per giungere ad un così importante traguardo però sono stati necessari studi lunghi e complessi per far sì che tutto andasse nel modo giusto. Tralasciando i complessi calcoli dell’ingegneria aerospaziale e i risvolti sociali che ha avuto il raggiungimento di tale frontiera, concentriamoci su un aspetto che può sembrare banale ma che è in realtà molto interessante: cosa mangiano gli astronauti?
Sia la NASA che l’ESA (European Space Agency) hanno reparti specializzati nello sviluppo di cibo sani, gustosi per quanto possibile e funzionali da poter essere consumati a bordo durante le missioni spaziali, e sono rispettivamente gli Space Food System Laboratories e Argotec, un’azienda di Torino unica responsabile per lo sviluppo in ambito europeo.
All’interno di una navicella spaziale, come si può intuire, non è consentito l’utilizzo di fiamme libere e l’assenza di gravità inibisce l’oggetto e il gusto degli astronauti, inoltre si presenta il problema del confezionamento e della conservazione e per lunghi periodi di tempo.
Tutto ciò che gli astronauti hahanno bisogno di fare per consumare il loro pasto è versare acqua calda o fredda sul cibo poiché esso è precotto e disidratato. Ciò però priva questi alimenti di gran parte di vitamine e proteine in essi contenuti perciò un sano pasto spaziale è sempre accompagnato da integratori e pastiglie di vitamine, per non incorrere in pericolose carenze nutrizionali.
Non è però tutto così tremendo e grazie all’inarrestabile progresso scientifico persino gli astronauti ora sono in grado di mangiare qualcosa che gli ricordi i sapori di casa, scegliendo persino il proprio menù personale, creato poi grazie alla collaborazione tra nutrizionisti, ingegneri e chef stellati. Sappiamo ad esempio che l’astronauta Luca Parmitano nel 2013 aveva inserito nel suo menù di cinque pietanze la parmigiana, il risotto al pesto, la caponata, le lasagne e perfino il tiramisù mentre Samantha Cristoforetti ha scelto una dieta più leggere con mele, quinoa e sgombro alle spezie.
Certo non è come andare a pranzo dalla nonna o a cena in un lussuoso ristorante, ma per godersi uno spettacolo così mozzafiato è sicuramente è un prezzo che tutti saremmo disposti a pagare!

di Alessia Dugheria (4E)