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Il cielo e la poesia: un connubio tutto umano

31 marzo 2017 - Letteratura
Il cielo e la poesia: un connubio tutto umano

[…] Vorrei essere una nuvola
bianca
In un cielo infinito
Per seguirti ovunque
E amarti ogni istante […]
-Pablo Neruda

Nel cuore di coloro che si volgono ad osservare il cielo si scatenano mille sensazioni diverse, ma quella che forse ha il sopravvento e che ha avuto più riscontro nella prosa e nella poesia di secoli, è quella sensazione di essere minuscoli al cospetto di tale grandezza, tale immensità.
Sognare di essere tra quelle stelle luminose o tra le nuvole soffici che sembrano essere un rifugio sicuro per gli innamorati. Osservare la luna con la consapevolezza che qualcun altro nel nostro stesso stato d’animo la sta osservando nel medesimo istante.
La letteratura, ed in special modo la poesia, è piena di tutto ciò, e di tante variazioni sul genere. Provando ad aprire un libro di poesie sicuramente ne troveremo una che ci rispecchia perché i poeti, in quanto umani, provano le nostre stesse emozioni. Ritengo personalmente che non ci sia nulla di più emozionante di sedersi alla propria scrivania e sforzarsi di capire il linguaggio, certamente astruso e complesso, di tanti poeti giovani o vecchi solamente per poi scoprire che la sensazione è sempre la stessa per tutti, solo espressa con parole diverse e collegata a concetti differenti, e che siamo tutti in qualche modo simili, figli delle stesse paure e anelanti la stessa voglia di scoprire e di sognare liberamente tra le stelle dipinte, come in una perfetta opera d’arte, su quella volta celeste al cui cospetto sospiriamo da millenni.

di Alessia Dugheria (4E)