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The Giver

31 marzo 2017 - Letteratura
The Giver

In un mondo utopistico dipinto di grigio, vive Jonas con la sua famiglia assegnata, il compito del ragazzo nella comunità è unico: deve “accogliere le memorie” che gli vengono trasmesse dal maestro. Esiste un solo Accoglitore alla volta e i suoi incarichi sono segreti. Jonas inizia così un viaggio senza ritorno nella realtà fatta di emozioni e colori del mondo antico, quando capisce che le sue esperienze potrebbero rivoluzionare la città cerca di convincere i propri amici a seguirlo in questo viaggio estemporaneo, cerca di trasmettere loro delle emozioni. Ma fallisce. I suoi doveri si scontrano con la sua sfacciata curiosità e desiderio di libertà, Jonas diviene lo specchio del cielo sotto il quale vive. Conosce i colori e rimane estasiato dai capelli rossi di Fiona, poi impara la forza delle emozioni, dipendente dall’amore e devastato dal dolore e dalla solitudine. Diventa lo scrigno con il prezioso tesoro del tempo, mentre i suoi concittadini continuano la propria vita nell’apatia e nell’ignoranza.
Un libro scorrevole e coinvolgente, che ti imprigiona nel suo vortice di avvenimenti e ti costringe a riflettere e ad immaginare. Grazie all’introspezione e alla minuta descrizione di ciò che avviene, Jonas conquista il lettore e lo conduce a vivere in prima persona le sue esperienze, con un’empatia rara e preziosa.
Lois Lowry affronta con una leggerezza quasi destabilizzante temi come la sessualità, l’infanticidio e l’eutanasia nella <>.
Si legge così di una società che troppo si avvicina alla nostra, nella sua ricerca dell’uniformità per controllare le masse, in un mondo che si spinge fino a sacrificare le passioni e i colori pur di raggiungere una perfezione irrealizzabile. E Jonas diventa l’anima di una silenziosa rivoluzione, la stessa che tutti noi facciamo nelle nostre vite alla perpetua ricerca del “giusto”, un ragazzo comune che con il suo sguardo verso l’orizzonte riesce a trovare il coraggio di scoprire il diverso che sta oltre la sua città, e si presenta a noi come un esempio da imitare per riuscire a concretizzare davvero i nostri sogni e progetti.

di Isabella fabbri (4E)