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Noi siamo infinito

31 marzo 2017 - Pop Culture
Noi siamo infinito

“Noi siamo infinito”, film di Stephen Chbosky, tratta del complicato rapporto tra gli adolescenti e la società, e della loro incapacità di mostrarsi per quello che si è veramente per paura di non essere accettati. Attraverso episodi di emarginazione sociale ed esclusione questi ragazzi cercano la perfetta colonna sonora della loro vita, percorrendo problematiche e gioie, trovando se stessi rispecchiandosi nell’altro.
Protagonista della pellicola, ambientata in una cittadina americana negli anni ’90, è Charlie Kelmechis (Logan Lerman), ragazzo molto intelligente e sensibile, ma allo stesso tempo fragile e timido, incapace di trovare il suo posto nel mondo.
Charlie inizia la scuola superiore senza alcun amico o punto di riferimento, il suo amico di penna si era suicidato l’estate precedente, ma conosce presto Patrick (Ezra Miller), ragazzo impavido e sfrontato, e Sam (Emma Watson), la sua sorellastra, bellissima e sensibile, e di cui il protagonista si innamorerà al primo sguardo.
Patrick, omosessuale non dichiarato, ha una relazione segreta con Brad, il capitano della squadra di football della scuola, relazione tenuta nascosta a causa della possibile reazione del padre di Brad, fortemente contrario all’omosessualità. Sam invece ha subito all’età di 11 anni degli abusi da parte di un collega del padre e da quel momento ha privilegiato relazioni altamente dannose per lei, scegliendo sempre ragazzi che la tradivano e la facevano soffrire. Saranno queste vicende ad avvicinarli a Charlie, che, come si scoprirà nel finale, ha dei terribili segreti che gli gravano sulle spalle, e che gli hanno causato problemi psicologici seguiti anche da un tentativo di suicidio.
I due fratellastri, frequentanti l’ultimo anno di liceo, accolgono Charlie sotto la loro ala protettiva e lo avvicinano al loro gruppo di amici, con i quali il ragazzo ha molte qualità in comune, a partire dal fatto che tutti si considerano “sbagliati”, non adatti al mondo a loro contemporaneo. Con questi amici Charlie condividerà nuove esperienze, come il primo bacio e il primo incontro con le droghe. Grazie ad essi riuscirà a mettere da parte i demoni del passato, che torneranno a tormentarlo l’anno seguente, quando Sam e Patrick partiranno per frequentare il college, e che porteranno a galla lati dell’infanzia del ragazzo che erano stati dimenticati anche dallo stesso, perché troppo dolorosi.
Le parole possono descrivere a fatica le emozioni che la storia di Charlie trasmette; commovente ma anche simpatica e divertente quando serve, come durante le scene in cui è raffigurato Patrick, è uno stimolo per lo spettatore ad analizzarsi interiormente, seguendo il percorso di crescita dei vari personaggi.
Il film propone le difficoltà e la meraviglia del diventare adulto, in una dimensione molto intima e analizzando la situazione dal punto di vista di un ragazzo timido e introverso, ma che proprio per questo è attento a tutto ciò che lo circonda e coglie perfettamente la solitudine e la paura di sentirsi soli. Ognuno può rispecchiarsi in Charlie perché con la sua dolcezza e sensibilità riporta alla mente situazioni da tutti vissute, chi non si è mai sentito a disagio o un po’ perso nel trovarsi senza amici?
Questo film spinge a ricercare le emozioni, tutte quante, non solo le positive, perché sono esse che fanno vivere veramente, che spingono a sperimentare e non permettono di racchiudersi in se stessi.
Un altro tema fondamentale del film è la crescita psicologica ed emotiva di Charlie, che inizia il liceo come un ragazzo solo e introverso, che in primo luogo riesce a stringere amicizia solo con il professore di letteratura inglese, ma con una grandissima voglia di trovare almeno un amico. Sam e Patrick lo accetteranno e lo coltiveranno con nuove esperienze e amore per trasformarlo da “fiore da parete”, come viene detto nel titolo “The perks of being a Wallflower”, a vero protagonista della sua vita, protagonista che finalmente si decide a vivere senza più lasciarsi affliggere dal passato. In più sia Charlie che i due amici hanno delle storie tristi che influiscono nelle loro scelte, per Sam il collega del padre e il ragazzo che la tradiva, per Patrick il fidanzato che si vergognava di loro due, e per Charlie la morte della zia preferita in seguito ad un incidente automobilistico. Proprio per questo i tre si trovano bene in compagnia l’uno dell’altro, perché, come dice la stessa Sam, “accettiamo l’amore che crediamo di meritare”. A Charlie sembra eccezionale avere degli amici che lo amano a tal modo, visti i suoi problemi a socializzare e tutte le difficoltà affrontate nella sua giovane vita. Questo sarà poi uno sprone a mettersi sempre in gioco, senza avere troppa paura del giudizio degli altri.
“Noi siamo infinito” è un film che emoziona tutti, anche grazie al suo finale per niente scontato e che spiega le cause della fragilità del piccolo Charlie, e che riesce a trasmettere pienamente tutte le difficoltà che si incontrano durante l’adolescenza, ma che grazie al giusto gruppo di amici possono essere superate.

di Allegra Brunacci